ennesima differenza, a entropia semplificata

  • https://noblogo.org/differx/non-noi
    #gaza #genocidio #noi #noichi #palestina

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    gli johatsu sarebbero, in giappone, le persone che ogni anno decidono di scomparire, evaporare, letteralmente, dalle loro vite precedenti. reinventandosi praticamente daccapo. o sparendo del tutto, nell’anonimato assoluto.

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    la quantità (e spesso qualità) di #messaggi e #testi che arrivano quotidianamente mi rende difficile essere tempestivo nelle repliche. per non parlare dei materiali creativi, magari accompagnati da mail altrettanto interessanti. ho, a volte, dei #ritardi nel rispondere che arrivano a essere di mesi, addirittura parecchi mesi. devo dunque delle scuse a tutte le persone che mi scrivono, assicurando loro che farò del mio meglio per essere presente, ma in #tempi che non ho assolutamente modo di gestire come vorrei e come sarebbe giusto.

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  • https://slowforward.net/2022/08/25/notes-on-making-art-labor-and-language-in-postwar-rome-dr-katie-larson/

    dr. katie larson examined the role of art, labor, and language in the work of emilio villa, alberto burri, giorgio ascani (nuvolo), mimmo rotella, and jannis kounellis

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    a volte penso alle persone che ho conosciuto e conosco, agli attraversamenti di luoghi e tempi: il decennio Settanta e i successivi, fino a oggi. quante – anche ottime, umanamente – persone “di destra” comunque ho incrociato. quanti qualunquisti. con cui magari non ci sono stati necessariamente conflitti. ricordo qualche condivisione di eventi o elementi esterni alla “vita pubblica” (ammesso che ci sia qualcosa di “esterno alla vita pubblica”). negli intrecci che si creano e sciolgono negli anni.
    in che senso ci penso? anche nel senso della sostanza e costante necessaria dell’antifascismo, inaggirabile per me.
    ecco: quante di quelle persone, nel contesto favorevole al crimine politico che l’attuale governo sembra pian piano costruire, non esiterebbero a?

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  • a must read:

    8 Things Some A$$#ole Says in Every Debate About Sexism
    https://www.cracked.com/blog/8-a242423oles-who-show-up-every-time-word-feminism-used

    #feminism #antifeminism #patriarchy #sexism #sexualinequality

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    repetita iuvant:
    if you are interested in asemic writing, follow & enjoy
    https://t.me/asemic and/or https://tinyurl.com/whasemic

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  • oggi su slowforward, all’indirizzo https://slowforward.net/2025/08/16/bit-n-5-novembre-1967-con-interventi-di-celant-manzoni-vautier/,ho pubblicato tre estratti da un numero di “bit” del 1967 che a mio giudizio – pur se riferiti alle arti visive – hanno molto a che fare anche con la scrittura di ricerca. possono tranquillamente cioè essere trasposti in (ripensati come) notille di poetica. soprattutto il brano (presentato nella rivista solo in inglese) di piero manzoni.

    per l’ennesima volta si dimostra che quanto alcuni scrittori – dagli anni ’90 in francia e 2000 in italia – hanno fatto in direzione di un’idea di postpoesia era perfettamente chiaro, immaginabile e immaginato, già venti-trent’anni prima. (d’altro canto potremmo ragionare anche di fluxus, delle istruzioni di allan kaprow, di giuseppe chiari, vincenzo agnetti e infiniti altri nomi e tracciati di sperimentazione).

    che l’italia petrarcaica non se ne accorga nemmeno adesso, 2025, è motivo di ilarità e imbarazzo: quotidianamente.

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    questo l’ho visto solo ora: i criminali dell’idf uccidono persone che stavano semplicemente recuperando il corpo di una vittima
    https://www.instagram.com/reel/DNX1mDrO8Co

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    nel silenzio cosmico di siti e riviste che in estate tacciono per tutto agosto, slowforward è forse proprio ora che pubblica alcuni tra i materiali più interessanti.

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    un collettivo, ‘disertare’, che autoproduce alcuni materiali, li mette in rete su archive liberamente, liberamente leggibili. anche qualcosa di asemico: https://archive.org/details/nfd-ristampa/mode/2up


    sito: https://disertare.github.io/FLUGBLATT/index.html

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    penso abbia senso continuare a rivendicare la differenza/alterità – rispetto al mainstream o alle alternative ‘controllate’ al mainstream – della scrittura di ricerca.

    penso cioè non siano assimilabili ad altro che a un discorso di ricerca e sperimentazione i materiali, p. es., che si trovano in NZ, di Antonio Syxty, o il lavoro di Rosa Menkman, quello di Miron TeeLuca ZaniniRoberto CavalleraMichele MarinelliMariangela Guatteri.

    sono solo pochi nomi, ma individuano qualcosa di non riconducibile a norma, tante sono le differenze fra le varie ricerche (letterarie, artistiche, segniche eccetera). né si può dire che a loro volta intendano normare alcunché.

    (anche) questo mi sembra il bello della ricerca, detto in poche parole.

    [https://slowforward.net/2025/07/12/dip-054/]

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